E' da sempre conosciuta con il nome di Catalanesca, catalana o uva Catalana.
Il vitigno esiste nella zona vesuviana dal 1500, anche se alcuni documenti storici citano un commercio di uva Catalana già dal 1400.
Gli ampelografi campani interessati alle selezioni dei nostri vitigni autoctoni la inseriscono nel gruppo delle uve da tavola. Ma bisogna comunque riconoscere la bontà del suo vino prodotto.
Nel registro nazionale delle varietà è classificato come vitigno ad uva da tavola e, come tale, è raccomandato per la Campania e autorizzato per la Sardegna.
Quest'uva è diffusa in particolare nei comuni di Somma Vesuviana, Sant' Anastasia e Ottaviano (Napoli).
In considerazione delle ottime risposte del vitigno alla vinificazione, sono in corso già da alcuni anni studi finalizzati all' inserimento della Catalanesca bianca tra le varietà ad uva da vino.
Un vantaggio importante di questa uva sono i caratteri del grappolo spargolo e dell'acino a buccia spessa, caratteristiche queste che garantiscono maggiore protezione e una più facile coltivazione delle uve, le quali molto spesso resistono sulle piante fino a Natale, per poi essere consumate durante le feste Natalizie.
Alcune cantine dei paesi Vesuviani producono il vino Catalanesca già da diversi anni con ottimi risultati. Io conosco i nomi di due cantine: Casa Barone Bianco a Massa di Somma e Cantine Olivella a Sant'Anastasia. Fascia di prezzo da 5.00 a 7.00€/bottiglia.
Bibliografia: Regione Campania assessorato all'agricoltura.
La risorsa genetica della vite in Campania.
http://www.sito.regione.campania.it/agricoltura/viticoltura/vino_vitigni_autoctoni.htm
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