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lunedì 31 gennaio 2011

Considerazioni tra amici

In un incontro con amici e conoscenti abbiamo degustato diversi vini tra cui qualcuno invecchiato. La domanda frequente della serata riguardava un vino invecchiato, non più gradevole di gusto ma dal nome prestigioso e costoso.
Credo che alcuni grandi vini sono nati per seguire una moda richiesta dal mercato, molto spesso con poco valore intrinseco e utili solo a garantire un buon profitto a produttori-commercianti. Alcuni vini sono noti ad un pubblico abbastanza vasto perchè di tendenza, la maggior parte però non è interessante ed ha poco a che fare con la regione di provenienza e con la tipicità della zona.
Prodotti con tecniche modernissime di vinificazione e di lavorazioni troppo stressanti, questi vini finiscono per essere molto simili tra loro, privi di caratteristiche specifiche proprie e massificati anche se chiamati con nomi accattivanti dai richiami mitologici su etichette solari, luminose e stravaganti.
Ad onor del vero va detto che abbiamo sul mercato dei buoni vini decisamente più economici prodotti da piccole cantine anche a conduzione familiare. Quindi il consumatore, con un pò di attenzione in più, può scegliere questi ultimi e voltare le spalle ai primi, costosi, di moda e dall'aspetto accattivante grazie al buon lavoro di pubblicità e marketing.
Che significa porre più attenzione?
I miei suggerimeni pratici per una scelta oculata sono:
Vini giovani in una fascia di prezzo da 4/5 euro fino a 15 € per bottiglia.
Questi tipi di vino non devono superare i due anni di invecchiamento.
Vini in una fascia tra  15 -25 euro:
L'invecchiamento non deve superare i quattro anni.
Naturalmente appena acquistati tutti questi vini vanno consumati in breve tempo e non CONSERVATI:
Questo perchè gli elementi sostanziali contenuti nella bottiglia come acidità, tannicità, vivacità di colore ed altro, precipitano e nella bottiglia rimane un vino dal colore smorso, ossidato, spento o come si suol dire in gergo   Marsalato  o   Maderizzato.
Un'altra garanzia può essere aqcuistare vini direttamente in cantina, dalle mani del produttore.

Bibliografia
Le città del vino, Burton Anderson, Civin Editore

venerdì 7 gennaio 2011

CATALANESCA BIANCA

E' da sempre conosciuta con il nome di Catalanesca, catalana o uva Catalana.
Il vitigno esiste nella zona vesuviana dal 1500, anche se alcuni documenti storici citano un commercio di uva Catalana già dal 1400.
Gli ampelografi campani interessati alle selezioni dei nostri vitigni autoctoni la inseriscono nel gruppo delle uve da tavola. Ma bisogna comunque riconoscere la bontà del suo vino prodotto.
Nel registro nazionale delle varietà è classificato come vitigno ad uva da tavola e, come tale, è raccomandato per la Campania e autorizzato per la Sardegna.
Quest'uva è diffusa in particolare nei comuni di Somma Vesuviana, Sant' Anastasia e Ottaviano (Napoli). 
In considerazione delle ottime risposte del vitigno alla vinificazione, sono in corso già da alcuni anni studi finalizzati all' inserimento della Catalanesca bianca tra le varietà ad uva da vino.
Un vantaggio importante di questa uva sono i caratteri del grappolo spargolo e dell'acino a buccia spessa, caratteristiche queste che garantiscono maggiore protezione e una più facile coltivazione delle uve, le quali molto spesso resistono sulle piante fino a Natale, per poi essere consumate durante le feste Natalizie. 
Alcune cantine dei paesi Vesuviani producono il vino Catalanesca già da diversi anni con ottimi risultati. Io conosco i nomi di due cantine: Casa Barone Bianco a Massa di Somma e Cantine Olivella a Sant'Anastasia. Fascia di prezzo da 5.00 a 7.00€/bottiglia.


 Bibliografia:  Regione Campania assessorato all'agricoltura.
                         La risorsa genetica della vite in Campania.
http://www.sito.regione.campania.it/agricoltura/viticoltura/vino_vitigni_autoctoni.htm